Bill Gates ritiene che l'intelligenza artificiale abbia raggiunto una potenza tale da poter innescare eventi con un miliardo di vittime. Il cofondatore di Microsoft lo ha detto in un'intervista alla trasmissione statunitense «Meet the Press» della NBC, di cui l'emittente ha diffuso venerdì i primi estratti. Nella stessa conversazione Gates chiede che siano i governi, e non le aziende, a fissare le regole per chi sviluppa l'IA.
La puntata completa andrà in onda domenica 27 settembre nella mattinata americana, cioè nel pomeriggio in Italia. Le frasi di Gates arrivano in settimane in cui la sicurezza dell'IA è tornata al centro del dibattito politico, a Washington come alle Nazioni Unite.
Che cosa ha detto esattamente Gates?
Il punto centrale non è lo scenario da film di fantascienza, con una macchina che si ribella. Gates parla di abuso: la combinazione tra malintenzionati e gli strumenti di IA di ultima generazione, a suo giudizio, supera per pericolosità qualsiasi arma del passato. Tra i rischi che cita da tempo ci sono gli attacchi informatici contro ospedali, banche e reti elettriche e la possibilità di progettare agenti patogeni pericolosi con meno competenze di prima.
Da qui la richiesta politica:
- Regole per legge: per Gates sono indispensabili.
- Autoregolamentazione insufficiente: commentando la proposta di Dario Amodei, CEO di Anthropic, di rallentare lo sviluppo dei modelli più avanzati, Gates ha spiegato che un impegno volontario delle aziende non basta.
- Ruolo dello Stato: governi e forze dell'ordine dovrebbero stabilire insieme quali controlli e quali forme di sorveglianza dei sistemi di IA siano necessari.
Negli estratti diffusi finora Gates non indica norme precise né un modello di autorità di controllo.

Perché proprio Gates cambia tono?
Per anni Gates è stato tra le voci più ottimiste sull'IA, e Microsoft è uno dei principali finanziatori di OpenAI, anche se lui non ha più ruoli operativi nell'azienda. Negli ultimi due mesi però il tono è cambiato:
- il 26 agosto ha pubblicato sul blog GatesNotes un lungo saggio, «The Turbulent AI Era Is Here», in cui scrive che vorrebbe un'IA che avanzasse più lentamente;
- il 15 settembre, parlando con Reuters, ha detto che nessun governo al mondo è pronto a gestire i cambiamenti in arrivo.
Allo stesso tempo la sua fondazione continua a investire: secondo Reuters, la Gates Foundation intende spendere almeno un miliardo di dollari nei prossimi due anni per portare l'IA nei Paesi più poveri. Mettere in guardia e sostenere la tecnologia, per Gates, non sono in contraddizione.
Non solo Gates: l'allarme arriva dal settore stesso
Colpisce che gli avvertimenti più forti vengano oggi dall'interno dell'industria. Il 12 settembre Amodei ha proposto di «dosare il ritmo» della frontiera dell'IA, con verificatori indipendenti nei laboratori e standard di sicurezza comuni tra democrazie; secondo Axios l'idea ha ricevuto il sostegno anche di Sam Altman (OpenAI). Il rapporto tra Washington e parte del settore resta però teso, come mostra lo scontro sull'esclusione di Claude dal Pentagono.
Il prossimo appuntamento è martedì 29 settembre: il presidente Donald Trump e lo speaker della Camera Mike Johnson dovrebbero ricevere alla Casa Bianca i vertici delle principali aziende di IA, secondo ABC News. Quali manager parteciperanno non è stato confermato. Trump in passato ha liquidato più volte gli allarmi sull'IA come esagerati.
Cosa significa per l'Italia e l'Europa?
Per chi usa l'IA in Italia l'intervista non cambia nulla nell'immediato. Mostra però che negli Stati Uniti si discute ora di ciò che in Europa è già legge. Con l'AI Act l'UE ha un quadro vincolante: da agosto 2025 i fornitori di modelli per uso generale come GPT o Claude devono, tra l'altro, fornire documentazione tecnica; per i modelli più potenti si aggiungono valutazioni del rischio e l'obbligo di segnalare gli incidenti gravi. Proprio su questo punto la Commissione sta già verificando un incidente non segnalato da OpenAI.
L'Italia è andata oltre: con la legge n. 132 del 2025, in vigore da ottobre 2025, è stato il primo Paese dell'UE a dotarsi di una legge nazionale sull'IA, che affida la vigilanza ad AgID e all'Agenzia per la cybersicurezza nazionale (ACN). I controlli e le autorità che Gates chiede per gli Stati Uniti, insomma, qui esistono già almeno sulla carta. Se Washington seguirà la stessa strada, le regole sulle due sponde dell'Atlantico potrebbero avvicinarsi; se prevarrà la linea di Trump, l'Europa resterà sola con il suo approccio più severo.
Domande frequenti
Bill Gates dice che l'IA ucciderà un miliardo di persone?
No. Dice che l'IA è abbastanza potente da innescare eventi con un numero simile di vittime, soprattutto se usata da persone con intenzioni criminali. Non è una previsione.
Quando va in onda l'intervista completa?
Domenica 27 settembre su NBC, nel programma «Meet the Press». Finora sono noti solo alcuni estratti.
Gates lavora ancora in Microsoft?
No. È cofondatore di Microsoft ma da anni non ha ruoli operativi e si dedica alla sua fondazione.
In Italia esistono già leggi sull'IA?
Sì. Vale l'AI Act europeo e, in più, la legge nazionale n. 132/2025, che ha designato AgID e ACN come autorità per l'IA.
Foto di copertina: Bill Gates in visita alla Commissione europea. Foto: European Commission, Jennifer Jacquemart, CC BY 4.0 (Wikimedia Commons).










