Il Pentagono può continuare a tenere fuori Claude dai propri sistemi. Venerdì 25 settembre la Corte d'appello federale per il Distretto di Columbia ha respinto, con due voti contro uno, il ricorso di Anthropic contro l'etichetta di "rischio per la catena di fornitura" (supply chain risk) decisa dal Dipartimento della Difesa statunitense. Finché la designazione resta in piedi, le forze armate americane e le aziende che lavorano per il Pentagono non possono impiegare i modelli Claude in quei contratti.

La sentenza arriva meno di un mese dopo una vittoria di Anthropic in California su una misura quasi identica. Il quadro giudiziario è quindi tutt'altro che chiuso.

Che cosa hanno deciso i giudici di Washington?

A formare la maggioranza sono stati i giudici Gregory Katsas e Neomi Rao. Hanno respinto tutte le obiezioni dell'azienda: secondo loro la designazione non è arbitraria, ha una base legale e non viola la Costituzione. Il Pentagono si era appoggiato a una legge federale del 2018 sulla sicurezza delle forniture, sostenendo di avere elementi sufficienti per considerare un rischio l'ulteriore integrazione di Claude nei sistemi militari. Per la maggioranza, inoltre, i limiti che un fornitore pone all'uso del proprio prodotto non sono una forma di espressione protetta che il governo abbia punito.

Di parere opposto la giudice Karen LeCraft Henderson. Nella sua opinione dissenziente osserva che la legge pensa ad attori ostili che agiscono con l'inganno, mentre Anthropic ha sempre dichiarato apertamente le proprie condizioni d'uso.

La reazione dell'azienda è stata breve: "We remain confident in our position and are considering all options, including further review." In altre parole, Anthropic non cambia linea e sta valutando i prossimi passi.

Perché due tribunali dicono cose diverse?

A marzo il Dipartimento della Difesa ha adottato due provvedimenti separati, ciascuno fondato su una norma diversa. Per questo Anthropic ha dovuto fare causa in due sedi.

Anthropic contro il Pentagono: le due cause
Grafico: dasTECHNO · Dati: The Next Web, TechCrunch, Fortune, Axios; elaborazione dasTECHNO

A San Francisco la giudice Rita Lin aveva sospeso il primo provvedimento già a fine marzo, definendo "orwelliana" l'idea di trattare un'azienda americana come un potenziale sabotatore per aver criticato il governo. Il 28 agosto lo ha poi dichiarato illegittimo in via definitiva, come ritorsione contraria alla libertà di espressione. La decisione di Washington riguarda invece il secondo provvedimento. Il risultato pratico: un divieto è caduto, l'altro regge, e tanto basta per lasciare Claude fuori dai contratti della Difesa.

Da dove nasce lo scontro?

Il nodo sono le condizioni d'uso di Anthropic, che vietano di impiegare Claude per armi autonome letali e per la sorveglianza di massa sul territorio statunitense. L'azienda si è rifiutata di togliere queste clausole per il Pentagono. A quel punto il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha fatto ricorso a uno strumento pensato di solito per fornitori legati a Paesi ostili.

È un caso senza precedenti per un'azienda americana di intelligenza artificiale. Ars Technica riporta che, secondo i giudici della maggioranza, modelli di IA "eccessivamente vincolati" potrebbero far fallire operazioni militari: è l'argomento che ha convinto la corte.

Cosa cambia per chi usa Claude in Italia?

In concreto, niente. L'app, la versione web e le API di Claude restano disponibili in Italia alle stesse condizioni, per utenti privati e aziende. La designazione riguarda soltanto l'esercito degli Stati Uniti e i fornitori del Pentagono nell'ambito di quei contratti. Non è pubblico se e in che misura possa toccare aziende europee della difesa con commesse americane.

Anche il contesto normativo è diverso. L'AI Act europeo esclude esplicitamente dal proprio campo di applicazione i sistemi usati solo per scopi militari, di difesa o di sicurezza nazionale: una disputa come questa non ricadrebbe sotto le regole Ue. Il regolamento pesa invece sugli usi civili, come mostra il caso dell'incidente non segnalato contestato a OpenAI.

Sul fronte commerciale Anthropic continua a crescere: questa settimana è stato annunciato un accordo cloud da 11,6 miliardi di dollari con Akamai. Secondo TechCrunch l'azienda prepara anche una quotazione in Borsa, senza una data fissata; un contenzioso aperto con il governo americano è un elemento che gli investitori seguiranno da vicino.

E adesso?

Anthropic può chiedere un nuovo esame alla Corte d'appello in composizione plenaria oppure rivolgersi alla Corte Suprema. Il governo, dal canto suo, può impugnare la sentenza di San Francisco. Tempi brevi sono improbabili. Per capire cosa sa fare il modello al centro della disputa, si può leggere come Claude abbia aiutato a scoprire un sistema enzimatico simile a CRISPR.

Domande frequenti

Che cos'è un "rischio per la catena di fornitura"?

È una designazione con cui il governo statunitense può escludere un fornitore dagli acquisti della Difesa se ritiene che rappresenti un pericolo per la sicurezza nazionale. I suoi prodotti non possono essere usati nei progetti del Pentagono interessati.

Anthropic ha perso definitivamente?

No. Una designazione è stata annullata a San Francisco, l'altra è stata confermata a Washington. Restano possibili ulteriori ricorsi.

Si può continuare a usare Claude in Italia?

Sì. La decisione riguarda solo le forze armate statunitensi e i loro fornitori. Per utenti e aziende italiane non cambia nulla.

Perché Anthropic e il Pentagono sono in conflitto?

Anthropic non ha voluto eliminare il divieto di usare Claude per armi autonome letali e sorveglianza di massa interna. Il Pentagono lo ha visto come un tentativo del fornitore di limitare l'uso militare.

Foto di copertina: il Pentagono, foto David B. Gleason, CC BY-SA 2.0 (Wikimedia Commons).