Da oggi, giovedì 22 ottobre 2026, il diritto alla riparazione è legge anche in Italia. Scatta infatti il D.Lgs. 176/2026, firmato il 25 settembre e uscito in Gazzetta Ufficiale (n. 233) il 7 ottobre, che porta nel nostro ordinamento la direttiva (UE) 2024/1799. Per chi compra uno smartphone, un tablet o un grande elettrodomestico le novità sono due: riparare un prodotto in garanzia conviene di più, perché la copertura si allunga di un anno, e il produttore non può più rifiutarsi di aggiustare un apparecchio solo perché la garanzia è scaduta.
Cosa prevede il decreto in sintesi
Il testo aggiunge al Codice del consumo un nuovo titolo dedicato alla riparazione dei beni (articoli 127-bis e seguenti) e modifica le regole sulla garanzia legale. I punti principali:
- Garanzia più lunga se si ripara. Quando un difetto viene eliminato con una riparazione, il periodo di responsabilità del venditore viene esteso una sola volta di 12 mesi (nuovo comma 1-bis dell'articolo 133). Secondo Adiconsum la regola riguarda i contratti di vendita conclusi dal 31 luglio 2026, termine fissato dalla direttiva per il recepimento.
- Obbligo di riparazione per il produttore. Per i beni di un elenco europeo, il fabbricante deve ripararli su richiesta del consumatore anche fuori garanzia: senza costi oppure a un prezzo equo, entro tempi accettabili (articolo 127-quinquies).
- Niente ostacoli tecnici. Il produttore non può impedire l'uso di ricambi compatibili, di seconda mano o realizzati con stampa 3D, né rifiutare l'intervento perché l'apparecchio è già stato aperto da un riparatore indipendente.
- Ricambi a prezzi accessibili. Il costo dei pezzi non può essere così alto da rendere più conveniente comprare un apparecchio nuovo, e i prezzi indicativi degli interventi devono essere consultabili online.
- Un modulo per confrontare i preventivi. Chi ripara può consegnare un modulo europeo standard con prezzo, tempi ed eventuale apparecchio sostitutivo: le condizioni indicate restano valide per 30 giorni (articolo 127-quater).

Quali prodotti sono coperti
L'obbligo del produttore non vale per qualsiasi oggetto, ma per le categorie per cui l'UE ha già fissato requisiti di riparabilità. Secondo l'elenco riportato da Adiconsum si tratta di:
- lavatrici e lavastoviglie per uso domestico;
- frigoriferi e asciugatrici;
- televisori e altri display elettronici;
- aspirapolvere;
- smartphone, tablet e telefoni cordless;
- alcuni apparecchi per il riscaldamento;
- beni con batterie per mezzi di trasporto leggeri, come e-bike e monopattini.
L'elenco potrà allungarsi: ogni volta che Bruxelles adotterà nuove regole di progettazione ecocompatibile con requisiti di riparabilità per un'altra categoria, anche quella rientrerà automaticamente nell'obbligo.
Garanzia legale e obbligo di riparazione: le differenze
Le due tutele si sommano ma funzionano in modo diverso. La tabella aiuta a capire a chi rivolgersi:
| Garanzia legale | Obbligo di riparazione | |
|---|---|---|
| Chi risponde | Il venditore | Il produttore |
| Quando vale | Entro 2 anni dalla consegna | Anche a garanzia scaduta |
| Costo per il cliente | Gratuita | Gratis o a prezzo ragionevole |
| Prodotti | Tutti i beni di consumo | Solo le categorie dell'elenco UE |
| Novità 2026 | +12 mesi se si sceglie la riparazione | Ricambi compatibili, usati o stampati in 3D ammessi |
Il diritto di scelta tra riparazione e sostituzione durante la garanzia resta del consumatore, come già previsto dal Codice del consumo. La differenza è che adesso la riparazione porta con sé un incentivo concreto.
Cosa cambia per chi ha uno smartphone
Per i telefoni il decreto si somma alle regole europee di progettazione ecocompatibile in vigore dal 20 giugno 2025, che già impongono ai produttori di tenere disponibili i principali ricambi per sette anni dalla fine della commercializzazione di un modello e di mostrare un indice di riparabilità sull'etichetta energetica. Finora però mancava un obbligo esplicito di effettuare la riparazione a un prezzo ragionevole. Da oggi un consumatore con un telefono di tre o quattro anni, fuori garanzia, può chiedere al produttore di sostituire batteria o schermo e il marchio non può rispondere che "il modello non è più supportato" se rientra nel periodo coperto dalle norme UE, salvo che la riparazione sia materialmente impossibile.
C'è anche una conseguenza pratica per chi si affida ai centri indipendenti: un intervento precedente fatto da terzi non è più un motivo valido per rifiutare l'assistenza. Alcuni marchi si stanno già muovendo verso componenti sostituibili dall'utente, come mostra il caso del rivestimento dello schermo di iPhone Duo da 19 euro o le Fairbuds 2 di Fairphone con batteria sostituibile.
Chi controlla e quali sono le sanzioni
La vigilanza spetta all'Autorità garante della concorrenza e del mercato (Antitrust), che può intervenire anche su segnalazione dei consumatori. Secondo l'articolo 127-undecies, ogni violazione degli obblighi su riparazione, modulo europeo e informazioni ai clienti costa da 5.000 a 50.000 euro. Se la violazione è grave o ripetuta, la forbice sale al doppio, da 10.000 a 100.000 euro. Metà dei proventi sarà destinata a iniziative per favorire il rispetto delle nuove regole.
Il decreto istituisce inoltre un Osservatorio nazionale sulla riparazione presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy e una sezione italiana della piattaforma europea della riparazione, gratuita per i consumatori, dove i riparatori potranno registrarsi. Il Ministero farà da punto di contatto nazionale. Date di attivazione della piattaforma non sono ancora state comunicate.
Il quadro europeo
La direttiva 2024/1799 fa parte di un pacchetto più ampio con cui l'UE punta a ridurre i rifiuti elettronici e allungare la vita dei prodotti. Dal 27 settembre negozi e siti devono già esporre il nuovo avviso UE sulla garanzia legale e l'etichetta GARAN. Il diritto alla riparazione completa il quadro: non basta sapere quanto dura la garanzia, serve anche poter riparare a costi sostenibili quando è finita.
Domande frequenti
Da quando vale il diritto alla riparazione in Italia?
Dal 22 ottobre 2026, data di entrata in vigore del decreto legislativo n. 176/2026 pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 7 ottobre.
La garanzia legale ora dura tre anni?
No, il minimo resta di due anni dalla consegna. Solo se il difetto viene risolto con una riparazione la responsabilità del venditore si allunga una volta di 12 mesi.
Il produttore deve riparare gratis anche fuori garanzia?
Non necessariamente. La riparazione può essere a pagamento, purché il prezzo sia equo e i tempi accettabili, e l'obbligo vale solo per i prodotti dell'elenco UE (smartphone, tablet, grandi elettrodomestici e altri).
Posso far riparare il telefono da un centro indipendente senza perdere l'assistenza?
Il produttore non può rifiutare una successiva riparazione solo perché il dispositivo è stato aperto da terzi. Restano però le normali regole della garanzia legale, che risponde dei difetti di conformità e non di eventuali danni causati da un intervento esterno.
A chi segnalare un produttore che rifiuta la riparazione?
All'Autorità garante della concorrenza e del mercato, che può accertare le violazioni anche su segnalazione e applicare le sanzioni previste.











