Anthropic, l'azienda che sviluppa il chatbot Claude, si è impegnata a spendere 11,6 miliardi di dollari in sette anni per i servizi cloud di Akamai Technologies. L'annuncio è arrivato da Akamai giovedì 24 settembre, subito dopo la chiusura di Wall Street, quando in Italia erano le 22 passate. Se Anthropic deciderà di acquistare altra capacità, il rapporto potrà crescere di ulteriori 9 miliardi, per un valore complessivo vicino ai 20 miliardi di dollari.
La particolarità sta nel tipo di hardware. Nella corsa all'intelligenza artificiale si parla quasi sempre di GPU Nvidia; questa volta, invece, Anthropic compra soprattutto potenza di calcolo su CPU, i processori generici presenti in ogni server.
I punti chiave dell'intesa
Le condizioni sono state rese pubbliche nel comunicato di Akamai e nel modulo 8-K depositato presso la SEC, l'autorità statunitense che vigila sulla borsa. Ecco le cifre principali:

- Durata e valore: 11,6 miliardi di dollari di impegno vincolante su sette anni.
- Margine di crescita: fino a 9 miliardi di servizi aggiuntivi.
- Warrant: Anthropic ottiene il diritto di acquistare azioni privilegiate senza diritto di voto, convertibili in 7,7 milioni di azioni ordinarie, pari a circa il 5% del capitale, al prezzo di 111,33 dollari ciascuna. Circa il 2% matura con l'impegno attuale, il resto a scaglioni di circa l'1% per ogni 3 miliardi di spesa in più.
- Condizioni: l'accordo dipende dal rispetto da parte di Akamai di requisiti di consegna e disponibilità del servizio; entrambe le parti possono uscirne in determinati casi.
Secondo TechCrunch, per Akamai è la prima volta che un contratto cloud viene accompagnato da warrant. Nel comunicato l'amministratore delegato Tom Leighton si dice soddisfatto che Anthropic abbia scelto la piattaforma dell'azienda; Anthropic, invece, non ha rilasciato dichiarazioni nel testo ufficiale.
Perché proprio le CPU?
L'addestramento dei modelli linguistici e la generazione delle risposte girano in gran parte su acceleratori come GPU e TPU. Con la diffusione degli agenti IA, però, cresce un carico di lavoro diverso. Un agente non si limita a scrivere testo: esegue programmi, apre pagine web, elabora file e lancia test in ambienti isolati. Sono compiti adatti a processori tradizionali.
Strumenti come Claude Code creano per ogni sessione uno spazio di lavoro protetto. Moltiplicato per milioni di utenti, il numero di core necessari sale in fretta. Akamai, nata come rete per la distribuzione di contenuti web (CDN), ha server sparsi in tutto il mondo e può quindi far girare questi processi vicino a chi li usa.
Quanto investe Akamai
Per fornire la capacità promessa Akamai dovrà spendere molto in anticipo: la stima è di circa 5,5 miliardi di dollari in investimenti. Di questi, 1,7 miliardi si aggiungono già al budget del 2026, soprattutto per acquistare in anticipo memorie e altri componenti oggi difficili da reperire.
I ricavi arriveranno più avanti. TechCrunch riporta attese per 150–300 milioni di dollari nel 2027, a partire dal secondo semestre, e un ritmo annuo di circa 1,7 miliardi a fine 2028. Sulle previsioni per il 2026 non ci sono effetti. Il mercato ha apprezzato: nelle contrattazioni dopo la chiusura il titolo è salito fino al 17%.
Cosa cambia per l'Italia
Per gli utenti di Claude non sono stati annunciati cambiamenti di prezzi, limiti o condizioni, né per gli abbonamenti italiani né altrove. Eventuali benefici, come meno rallentamenti nelle funzioni da agente, sono plausibili solo quando la nuova capacità entrerà in servizio, quindi non prima del 2027; Anthropic non ha preso impegni in questo senso.
Sul fronte delle infrastrutture c'è un dettaglio che riguarda da vicino il nostro Paese: dal 2023 Akamai gestisce una regione cloud a Milano, annunciata a settembre di quell'anno insieme ad Amsterdam e ad altre cinque città nel mondo. Né Akamai né Anthropic hanno però detto quali data center ospiteranno i carichi di lavoro previsti dall'accordo, per cui non è possibile sapere se e quanto di questa spesa finirà in Italia o in Europa.
Per il settore, l'operazione mostra che l'infrastruttura dell'IA non si esaurisce nei chip grafici. Anche l'idea di calcolo "fuori dai soliti data center" sta diventando concreta: Google, per esempio, sta studiando chip per l'IA da mettere in orbita con il Project Suncatcher.
Il contesto: non è il primo accordo
Le due aziende collaboravano già. A maggio 2026, riferisce TechCrunch, avevano firmato un contratto più piccolo, da circa 1,8 miliardi di dollari: il nuovo è oltre sei volte più grande. Anthropic ha inoltre grandi accordi di calcolo e investimento con Amazon, Google, Microsoft e AMD, e ad agosto ne ha siglato un altro con la britannica Nscale.
Impegni di questa portata sono una scommessa sulla crescita dell'uso di Claude. L'azienda punta sempre più su agenti e applicazioni scientifiche, come nel caso in cui Claude ha contribuito a scoprire un sistema enzimatico simile a CRISPR. Anche la concorrenza spinge sugli agenti, con risultati non sempre lineari: di recente un agente di OpenAI ha pubblicato online 53 immagini di utenti.
Domande frequenti
Anthropic ha comprato Akamai?
No. Anthropic acquista servizi cloud per sette anni e riceve il diritto di comprare, in base alla spesa, fino a circa il 5% delle azioni di Akamai a 111,33 dollari l'una.
Quanto vale l'accordo in totale?
L'impegno vincolante è di 11,6 miliardi di dollari. Con l'estensione opzionale di 9 miliardi si arriva a circa 20 miliardi.
Quando verrà usata la nuova capacità?
Akamai inizia a comprare componenti già nel 2026. Secondo TechCrunch i ricavi partiranno nel secondo semestre del 2027; un calendario dettagliato non è stato pubblicato.
Claude costerà di più o di meno in Italia?
Non è stato annunciato alcun cambio di prezzo collegato a questo accordo.
Foto di copertina: Billykamenides (per Akamai Technologies), Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0.










