Dopo quasi nove anni di rinvii, il Tesla Semi entra in produzione di serie. Nella notte tra giovedì e venerdì (25 settembre, intorno alle 3 ora italiana) Tesla ha inaugurato a Sparks, in Nevada, uno stabilimento dedicato al suo trattore stradale elettrico e ha consegnato i primi esemplari ai clienti aziendali. In un thread ufficiale su X l'azienda parla di inizio della "produzione ad alto volume". Per l'Italia, però, il dato più interessante arriva dall'Europa: la prima rete di ricarica pensata per il Semi, annunciata a settembre, non tocca il nostro Paese.
Che cosa è successo in Nevada?
L'evento, trasmesso in diretta su X e YouTube, era riservato a clienti del trasporto merci, investitori e dipendenti. Il nuovo capannone sorge accanto alla Gigafactory Nevada, dove Tesla produce batterie. I punti principali:
- Capacità: l'impianto è dimensionato per un massimo di 50.000 camion l'anno. Quanti ne usciranno davvero nel 2026 Tesla non lo dice; le stime degli analisti riportate dalla stampa americana parlano di qualche migliaio di unità.
- Avvio: la produzione sulla nuova linea è partita a fine aprile 2026.
- Clienti: secondo Electrek all'evento erano presenti almeno undici Semi con i colori dei clienti, tra cui PepsiCo, DHL, US Foods e la svedese Einride, che ad agosto ne ha ordinati 500.
- Prezzo negli Stati Uniti: non esiste un listino ufficiale. I media statunitensi indicano circa 260.000 dollari per la versione Standard Range e 290.000 per la Long Range.
La versione europea: cosa cambia rispetto a quella americana?
Tesla ha mostrato il Semi per l'Europa a metà settembre alla fiera IAA Transportation di Hannover. Non è una semplice copia del modello americano: il pacco batterie è più piccolo per restare nei limiti di peso europei e lasciare spazio al carico utile.
| Semi europeo | Semi USA Long Range | |
|---|---|---|
| Autonomia (dato Tesla) | circa 550 km a 40 t | circa 805 km |
| Batteria | 548 kWh | 822 kWh |
| Ricarica massima | 800 kW (MCS) | fino a 1,2 MW |
| Consumo dichiarato | circa 1,0 kWh/km | circa 1,06 kWh/km |
| Consegne | dal 2027 | in corso |
Tesla dichiara che in mezz'ora si recupera circa il 60% dell'autonomia. Si tratta di dati del costruttore, ottenuti in condizioni favorevoli; nessuno li ha ancora verificati su strade europee. Per avere un ordine di grandezza, 550 km corrispondono più o meno al tragitto autostradale tra Milano e Roma, ma con un camion a pieno carico, salite appenniniche e temperature invernali il valore reale sarà inferiore.
Perché l'Italia resta fuori dai Megacharger?
A Hannover il responsabile del programma Semi, Dan Priestley, ha presentato una rete pubblica di oltre 100 punti di ricarica su 21 stazioni, da costruire a partire dal 2027. La mappa mostrata comprende sette mercati: i tre del Benelux (Paesi Bassi, Belgio e Lussemburgo), più Francia, Germania, Svezia e Regno Unito. Secondo electrive.net la maggior parte delle stazioni sarà in Germania e Francia, due nel Regno Unito e tre in Svezia.
L'Italia non compare, e Tesla non ha indicato quando o se la rete arriverà a sud delle Alpi. Il motivo non è stato spiegato. Si può solo osservare che la prima fase copre i grandi corridoi logistici del Nord Europa, dove si concentrano anche i clienti già annunciati.
Per un autotrasportatore italiano la conseguenza è concreta: senza stazioni lungo le nostre autostrade, un Semi potrebbe contare solo sulla ricarica in deposito oppure su colonnine MCS di altri operatori, oggi ancora rare. Tesla offre per i piazzali aziendali un Basecharger da 120 kW a 17.000 euro (ordine minimo di due unità) mentre il pacchetto completo (armadio di potenza più due stalli Megacharger) costa 163.000 euro.
Uno standard aperto: un vantaggio per tutti
C'è però un aspetto positivo. Tesla ha scelto per l'Europa lo standard MCS 3.2 (Megawatt Charging System), lo stesso adottato dagli altri costruttori. Questo significa che il Semi potrà caricare anche presso stazioni MCS di terzi, e che i camion di altri marchi potranno usare i Megacharger Tesla. Se in futuro nascessero in Italia punti di ricarica ad alta potenza per mezzi pesanti, il Semi non avrebbe bisogno di una rete proprietaria.
La concorrenza in Europa
Tesla arriva in un mercato già presidiato. Iveco, con sede a Torino, Mercedes-Benz Trucks (eActros 600), Volvo, Scania, MAN (eTGX), DAF e Renault vendono già camion elettrici pesanti, con reti di assistenza capillari. Tesla promette centri di servizio dedicati, diagnosi da remoto e assistenza mobile, ma non ha ancora spiegato come organizzerà il supporto in Europa, né tanto meno in Italia.
Resta aperta anche la questione del prezzo: senza un listino in euro è impossibile confrontare il costo totale di esercizio con quello di un diesel o dei concorrenti elettrici. Delle attività di Tesla in Europa ci siamo occupati di recente anche a proposito del voto UE sulla guida assistita FSD; sul fronte della guida autonoma in Italia c'è invece il protocollo di Milano con Niulinx.
Contesto: nove anni di attesa
Elon Musk presentò il Semi nel novembre 2017 promettendo la produzione nel 2019. Solo alla fine del 2022 PepsiCo ricevette una piccola serie di pre-produzione. La scarsità di celle e la priorità data alle auto hanno fatto slittare più volte il progetto. Con lo stabilimento in Nevada Tesla vuole dimostrare che il Semi è un prodotto industriale e non solo una vetrina. Non abbiamo guidato il camion: tutti i dati tecnici provengono dal costruttore o dalla stampa specializzata.
Domande frequenti
Si può ordinare il Tesla Semi in Italia?
Al momento no. Tesla non ha comunicato un prezzo in euro né l'apertura degli ordini per il mercato italiano. Le consegne europee sono previste dal 2027.
Ci saranno Megacharger in Italia?
Non nella prima fase annunciata, che riguarda sette Paesi del Nord e Centro Europa. Per l'Italia non ci sono date.
Il Semi può caricare presso colonnine di altri operatori?
Sì. La versione europea usa lo standard aperto MCS 3.2, comune anche ad altri costruttori di camion.
Quanto costa il Tesla Semi?
Non esiste un prezzo ufficiale. Negli Stati Uniti la stampa riporta circa 260.000–290.000 dollari a seconda della versione; per l'Europa nessuna cifra.
Foto di copertina: Dllu / Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0 (Semi di pre-produzione PepsiCo, 2023)










