Gemme, lingotti d'oro, punti Valorant: nei giochi gratuiti più diffusi quasi nulla si compra direttamente in euro, ma passando da una moneta di fantasia. Proprio questo modello è finito sotto la lente delle autorità europee. Il 30 settembre 2026 la rete CPC (Consumer Protection Cooperation), che riunisce le autorità nazionali per la tutela dei consumatori, ha avviato insieme alla Commissione europea un'azione coordinata contro nove società di videogiochi. Per l'Italia fa parte della rete l'Autorità garante della concorrenza e del mercato (AGCM), che sarebbe competente a intervenire se le aziende non si adeguassero.

Quali aziende e quali giochi sono coinvolti?

Per ogni società la Commissione indica un gioco specifico. L'elenco comprende alcuni dei titoli più scaricati su smartphone e PC anche in Italia, dai puzzle per il tempo libero agli sparatutto competitivi. Nessuna delle nove aziende ha sede in Italia.

Valute virtuali: le 9 società e i giochi nel mirino dell'UE
Grafico: dasTECHNO · Dati: Commissione europea (rete CPC), 30.09.2026

Due nomi portano allo stesso gruppo: Mojang (Minecraft) e King (Candy Crush Saga) appartengono a Microsoft, che dal 2023 controlla anche Activision Blizzard. Contro quest'ultima è già in corso un'azione separata su Call of Duty: Mobile e Diablo Immortal, dove le autorità guardano a un ventaglio più ampio di pratiche, dalla raccolta di dati personali ai meccanismi di gioco che spingono a spendere.

Il commissario europeo per la giustizia e la tutela dei consumatori Michael McGrath ha sottolineato che in Europa quasi una persona su due usa i videogiochi: una diffusione così ampia, ha detto, comporta anche delle responsabilità per chi li produce.

Quali pratiche vengono contestate?

Secondo la Commissione le aziende sono sospettate di usare pratiche commerciali legate alle valute virtuali che potrebbero violare il diritto dei consumatori dell'UE. Il riferimento sono i principi CPC pubblicati il 21 marzo 2025: non si tratta di una nuova legge, ma di un'interpretazione di norme già in vigore, come la direttiva sulle pratiche commerciali sleali e quella sui diritti dei consumatori.

PrincipioIn pratica per chi gioca
Prezzo in euroAccanto al costo in gemme o monete deve essere chiaro quanto si paga in denaro reale.
Nessun costo nascostoValute intermedie o tassi di cambio complicati non devono mascherare il prezzo vero.
Niente pacchetti obbligatiChi ha bisogno di 450 monete non deve essere costretto a comprarne 500 o 1.000.
Informazioni prima dell'acquistoLe condizioni principali vanno mostrate prima del pagamento, in modo comprensibile.
Diritto di recessoVa spiegato correttamente il recesso di 14 giorni e quando si perde.
Tutela dei minoriIl design del gioco non deve spingere bambini e ragazzi a comprare.

Punto Informatico segnala tra le pratiche problematiche anche i conti alla rovescia che mettono fretta al momento dell'acquisto. Un tentativo di dialogo con il settore, avviato nel 2025 dopo la pubblicazione dei principi, evidentemente non è bastato.

Cosa significa per l'Italia?

Per i giocatori italiani il riferimento è l'AGCM, l'autorità che in Italia applica le norme sulle pratiche commerciali scorrette e che partecipa alla rete CPC. Se le società non risolvono i problemi indicati, le autorità nazionali possono adottare misure di esecuzione. Per le violazioni diffuse in più Paesi dell'UE il diritto europeo prevede sanzioni fino ad almeno il 4% del fatturato annuo realizzato negli Stati interessati.

Chi ritiene di aver subito una pratica scorretta può inviare una segnalazione all'AGCM tramite il suo sito. Per controversie con un'azienda che ha sede in un altro Paese UE esiste anche il Centro europeo consumatori Italia, che assiste gratuitamente nei reclami transfrontalieri. È lo stesso spirito del nuovo avviso obbligatorio sulla garanzia legale: più chiarezza prima di pagare.

Come funziona la procedura?

Un'azione coordinata CPC non parte con una multa. Le autorità comunicano le loro obiezioni, le aziende possono rispondere e proporre impegni per correggere le pratiche. La Commissione non ha reso pubblica una scadenza. Un precedente mostra come può andare: nel caso di Star Stable Online, gioco dell'omonima società svedese, le autorità avevano contestato tra l'altro la pubblicità che invitava direttamente i bambini a comprare valuta di gioco; l'azienda ha risposto per iscritto e proposto correzioni.

La spinta iniziale è arrivata dall'organizzazione europea dei consumatori BEUC, che a settembre 2024 ha presentato un reclamo insieme a 22 associazioni di 17 Paesi, accusando i grandi editori di rendere volutamente difficile capire il prezzo reale.

Cosa possono fare subito genitori e giocatori?

  1. Impostare limiti di spesa. App Store, Google Play, Xbox, PlayStation e Nintendo offrono controlli familiari per approvare o bloccare gli acquisti.
  2. Fare il conto in euro. Prima di comprare un pacchetto conviene calcolare quanto costa davvero l'oggetto e quante monete resteranno inutilizzate.
  3. Conservare le ricevute. Le e-mail di conferma servono se in seguito si chiede un rimborso allo store.
  4. Segnalare. In Italia all'AGCM, per aziende estere anche al Centro europeo consumatori.

Chi gioca a Minecraft ritroverà il tema anche nei contenuti a pagamento, come i nuovi DLC The Sift e Dungeons II.

Domande frequenti

Minecraft o Clash of Clans verranno vietati?

No. L'azione riguarda alcune pratiche di vendita legate alle valute virtuali, non i giochi in sé. L'obiettivo è che i negozi interni ai giochi rispettino il diritto europeo dei consumatori.

Si possono riavere i soldi spesi in passato?

Al momento non è possibile dirlo. La Commissione non ha annunciato rimborsi; eventuali compensazioni dipenderanno dagli impegni che le aziende proporranno.

Il diritto di recesso vale anche per la valuta di gioco?

In generale per gli acquisti online vale un recesso di 14 giorni. Per i contenuti digitali può decadere se si accetta espressamente la fornitura immediata e si conferma di perdere il diritto. I principi CPC chiedono che questo venga spiegato in modo chiaro.

Perché proprio queste nove aziende?

La Commissione non ha spiegato pubblicamente i criteri di scelta. Tutti i giochi citati vendono contenuti tramite una propria valuta premium.

Foto di copertina: almathias, CC0, via Wikimedia Commons.