Gli acquisti online da Temu, Shein, AliExpress e da altri venditori fuori dall'Unione europea costeranno di più anche in Italia: la Commissione europea ha stabilito che la nuova Union handling fee sarà di 2 euro per articolo. Il regolamento delegato porta la data del 21 settembre 2026 ed è stato trasmesso al Consiglio dell'UE il giorno successivo. La somma si aggiunge al dazio forfettario di 3 euro che grava sui piccoli pacchi dal 1° luglio.
Per chi compra dall'Italia il quadro è però più complicato che altrove: sul tavolo c'è anche un contributo nazionale da 2 euro, previsto dalla legge di bilancio 2026 e rinviato ancora una volta. Ecco cosa è deciso, cosa manca e come cambia il conto finale.
Che cosa prevede il regolamento della Commissione?
Il testo è molto breve. L'articolo 1 fissa l'importo: 2 euro per item, cioè per articolo. Nella parte introduttiva la Commissione spiega che la fee deve coprire, in modo approssimativo, i costi della dogana per le merci vendute a distanza: verifica dei dati delle spedizioni, analisi dei rischi, controlli fisici, infrastrutture informatiche e servizi della nuova Autorità doganale dell'UE. Gli investimenti che gli Stati membri finanziano solo con fondi nazionali non rientrano nel calcolo; per questo Bruxelles definisce la propria stima "conservativa".
La base giuridica è la riforma del codice doganale dell'Unione, il regolamento (UE) 2026/2108. Ogni due anni la Commissione dovrà presentare un rapporto sui costi reali e, se necessario, correggere l'importo.
Un dettaglio conta molto: a differenza del dazio da 3 euro, la handling fee non ha una soglia di valore. Vale per tutte le merci vendute a distanza a un cliente nell'UE e importate da un Paese terzo, quindi anche per un ordine da 300 euro. La Commissione ha usato solo le spedizioni fino a 150 euro per stimare i volumi, ma precisa che anche quelle più costose sono soggette alla fee.

Da quando si paga?
Nel regolamento non compare un giorno preciso. Il testo entra in vigore il giorno della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'UE e si applica dal decimo giorno successivo. Secondo l'ANSA, che ha consultato l'atto, l'applicazione è attesa dal 1° novembre 2026. Anche le autorità doganali dei Paesi Bassi indicano già questa data ai propri operatori. Finché la pubblicazione non avviene, però, il 1° novembre resta una data attesa e non ancora ufficiale.
Per le merci che le piattaforme spediscono prima in un deposito doganale nell'UE e solo dopo al cliente, dal 1° luglio 2028 è prevista una fee separata. Il suo importo non è ancora stato fissato.
Il contributo italiano da 2 euro: che fine fa?
Qui entra in gioco una particolarità tutta italiana. Con la legge di bilancio 2026 Roma ha previsto un prelievo nazionale da 2 euro per ogni invio extra-UE che non supera i 150 euro di valore. Il debutto, fissato inizialmente a gennaio, è slittato prima a marzo e poi al 1° ottobre. Con il decreto approvato a Palazzo Chigi il 16 settembre la partenza si sposta di nuovo, al 1° dicembre 2026: è il terzo differimento.
Il governo motiva lo slittamento con la necessità di attendere la misura europea e di coordinarsi con il nuovo quadro doganale dell'Unione. Secondo Today.it, il rinvio comporta minori entrate per 40,8 milioni di euro. Diverse fonti, tra cui Altroconsumo, ritengono possibile che il contributo nazionale non venga mai applicato, visto che la fee europea dovrebbe partire un mese prima. Una decisione definitiva del governo, al momento, non c'è.
Quanto costa in più un ordine?
Molto dipende da come le piattaforme gireranno i costi ai clienti. C'è poi un punto non ancora chiarito per l'Italia: che cosa conta come "articolo". Il regolamento parla di item; l'ANSA e altre testate italiane lo intendono come singolo prodotto nel pacco. L'amministrazione doganale olandese, invece, spiega ai propri operatori che la fee si calcola per riga della dichiarazione doganale, che raggruppa merci dello stesso tipo. L'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli non ha ancora pubblicato istruzioni dettagliate.
Ecco due stime per un ordine di 30 euro, con i valori ufficiali e senza IVA:
| Ordine (valore 30 €) | Dazio 3 € (per categoria) | Fee se conta ogni pezzo | Fee se conta la riga | Extra totale |
|---|---|---|---|---|
| 1 maglietta | 3 € | 2 € | 2 € | 5 € |
| 3 magliette | 3 € | 6 € | 2 € | 5–9 € |
| 2 magliette + 1 cover | 6 € | 6 € | 4 € | 10–12 € |
A questi importi si aggiunge l'IVA italiana al 22%, dovuta su tutte le importazioni dal 2021. Se partisse anche il contributo nazionale, il conto salirebbe ancora. La tabella è una nostra semplificazione; il calcolo effettivo dipende dalle regole di attuazione.
Chi paga davvero?
Con la riforma, piattaforme e venditori extra-UE diventano "importatori nelle vendite a distanza": devono dichiarare le vendite alla dogana, versare dazi e fee e garantire che i prodotti rispettino le norme europee. In teoria il consumatore non dovrebbe più ricevere richieste di pagamento alla consegna. In pratica le aziende possono ribaltare i costi sui prezzi o sulle spese di spedizione, e né Temu né Shein hanno finora spiegato come intendono farlo. Conviene quindi guardare il totale al momento del pagamento, non il prezzo del singolo prodotto.
Bruxelles collega la misura anche alla concorrenza: chi importa merci in container paga i dazi da sempre, mentre fino a giugno i pacchi sotto i 150 euro ne erano esenti. Di scontri tra piattaforme e istituzioni europee abbiamo scritto anche a proposito del ricorso di X contro la multa DSA; per chi compra online resta utile anche il nostro articolo sulla verifica di autenticità di eBay in Italia.
Domande frequenti
Quanto costa la nuova tassa UE sui pacchi extra-UE?
La Union handling fee è di 2 euro per articolo e si somma al dazio forfettario di 3 euro per categoria di prodotto, in vigore dal 1° luglio 2026 per i pacchi fino a 150 euro.
Da quando si applica la fee da 2 euro?
Dieci giorni dopo la pubblicazione del regolamento nella Gazzetta ufficiale dell'UE. L'avvio atteso è il 1° novembre 2026, ma la data diventerà certa solo con la pubblicazione.
La fee vale anche per gli ordini sopra i 150 euro?
Sì. A differenza del dazio da 3 euro, la handling fee si applica a tutte le vendite a distanza da Paesi extra-UE, indipendentemente dal valore.
E il contributo italiano da 2 euro?
È stato rinviato al 1° dicembre 2026. Il governo vuole coordinarlo con la misura europea; non è escluso che venga superato dalla fee UE.










