Il governo degli Stati Uniti entra direttamente nella disputa sulla prima sanzione DSA della storia. Washington, tramite il proprio ministero della Giustizia, si è rivolta al Tribunale dell'Unione europea, a Lussemburgo, chiedendo di poter intervenire nei ricorsi presentati da X e da Elon Musk contro la Commissione. L'annuncio è arrivato il 24 settembre 2026. Obiettivo dei ricorrenti: l'annullamento della sanzione da 120 milioni di euro.

Una causa tra una piattaforma e l'esecutivo UE diventa così anche un confronto aperto tra Washington e Bruxelles. Di seguito i punti chiave, il contesto della multa e cosa significa per gli utenti in Italia.

Che cosa hanno chiesto gli Stati Uniti?

La richiesta riguarda due procedimenti distinti: T-114/26, promosso dalle società X Internet e X Holdings, e T-121/26, avviato da Musk a titolo personale. A seguire il dossier è la divisione civile del Dipartimento di Giustizia, in coordinamento con il Dipartimento di Stato.

Le tesi americane si possono riassumere così:

  • Competenza: la Commissione avrebbe preteso di regolare aziende statunitensi che, secondo Washington, nell'Unione non hanno sede né attività.
  • Responsabilità personale: la decisione colpisce, oltre alla piattaforma, anche Musk e altre società da lui controllate, ignorando il principio della separazione tra soggetti giuridici.
  • Precedente: se questa lettura passasse, ogni fornitore digitale con sede negli USA rischierebbe procedimenti analoghi.

Nel comunicato, l'Assistant Attorney General Brett A. Shumate accusa in sostanza la Commissione di aver esteso i propri poteri a imprese americane che non si trovano nella sua giurisdizione.

X e la multa DSA: le tappe principali
Grafico: dasTECHNO · Dati: Commissione europea, Dipartimento di Giustizia USA, AFP

Perché la Commissione ha multato X?

La sanzione risale al 5 dicembre 2025 ed è stata la prima decisione per inadempimento adottata in base al DSA. Le contestazioni erano tre:

ViolazioneIl problema secondo Bruxelles
Spunta bluLo status "verificato" si può acquistare senza un controllo serio sull'identità, con rischi di truffe e furti d'identità
Archivio degli annunciPoco consultabile e privo di informazioni essenziali, per esempio chi ha pagato l'inserzione
Accesso dei ricercatoriLe condizioni d'uso impedivano ai ricercatori abilitati di raccogliere autonomamente dati pubblici

La Commissione non ha reso nota la ripartizione dell'importo tra le tre violazioni. Stando al Dipartimento di Giustizia, X e le società controllate da Musk ne rispondono in solido. Secondo AFP, il ricorso di X è stato depositato nel febbraio 2026.

X non aveva già fatto marcia indietro?

Solo in parte. Il 15 luglio 2026 Bruxelles ha accettato un piano correttivo su due punti su tre. Per l'archivio pubblicitario sono previsti filtri di ricerca migliori, risposte più rapide, il contenuto completo di ogni annuncio con l'URL di destinazione e un accesso via API. I ricercatori otterranno accesso gratuito e più veloce ai dati pubblici, con condizioni d'uso aggiornate di conseguenza. X ha sei mesi per attuare le misure, cui seguirà una verifica indipendente.

La spunta blu non compare nella comunicazione di luglio. Secondo AFP, nel frattempo X la presenta come "Premium" anziché come segno di verifica. Nonostante queste concessioni, il ricorso contro la multa resta in piedi.

Che cosa cambia adesso?

Sul piano giuridico, per ora poco. Il Tribunale deve prima stabilire se ammettere gli Stati Uniti come interveniente. Chi interviene può presentare memorie a sostegno di una parte, ma non ampliare l'oggetto del ricorso. Considerati i tempi abituali della giustizia europea, una sentenza è attesa in anni più che in mesi; nessuna data è stata fissata. Anche il ricorso, di norma, non sospende automaticamente l'efficacia della decisione.

Sul piano politico il messaggio è netto. L'amministrazione americana critica da tempo il DSA come un'ingerenza nelle proprie aziende e un limite alla libertà di espressione; ora porta questa posizione in un'aula europea. Per la Commissione, che ha altri procedimenti aperti contro grandi piattaforme, la questione è fin dove arrivi il suo potere nei confronti di gruppi con sede fuori dall'UE.

E per gli utenti in Italia?

Nell'immediato nulla cambia. Gli obblighi del DSA restano validi, così come gli impegni presi da X su archivio pubblicitario e ricercatori. In Italia il ruolo di Coordinatore dei servizi digitali spetta all'AGCOM, a cui ci si può rivolgere per segnalazioni sul rispetto del regolamento da parte delle piattaforme. Le grandi piattaforme come X, però, sono vigilate direttamente dalla Commissione europea.

Al momento della pubblicazione la Commissione non aveva commentato l'iniziativa americana. Il tema delle regole europee sulle piattaforme tocca anche l'intelligenza artificiale: ne abbiamo parlato a proposito dell'AI Act e dell'incidente RubyGems di OpenAI.

Domande frequenti

Il governo USA può far annullare la multa?

No, non da solo. Decide il Tribunale dell'UE; gli Stati Uniti, se ammessi, possono solo sostenere gli argomenti di X.

X ha già pagato i 120 milioni?

Non è noto pubblicamente se X abbia pagato o fornito garanzie.

Quanto possono arrivare a costare le multe DSA?

Fino al 6% del fatturato annuo mondiale. In questo caso la Commissione ha preso come riferimento il gruppo di società controllate da Musk.

Ci sono altre indagini su X?

Questa sanzione riguarda solo gli obblighi di trasparenza. Su altri aspetti, come la gestione dei contenuti illegali, la Commissione ha verifiche in corso; le fonti citate non riportano decisioni.

Immagine di copertina: Isderion, Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0 (aula della Corte di giustizia UE, a scopo illustrativo).