Una vecchia intesa commerciale tra Apple e Amazon torna in tribunale, questa volta nel Regno Unito. Il Competition Appeal Tribunal (CAT), il giudice specializzato in concorrenza di Londra, ha deciso lunedì 28 settembre 2026 che una class action dei consumatori britannici contro le due aziende può andare avanti. Ma non per intero: il via libera riguarda soltanto chi ha comprato prodotti Apple o Beats sul marketplace di Amazon UK.
La vicenda interessa anche il pubblico italiano, perché lo stesso accordo del 2018 è già finito sotto la lente dell'Antitrust italiana e di quella spagnola, con esiti molto diversi.
Che cosa contesta la causa britannica
Secondo i ricorrenti, nel 2018 Apple e Amazon si sono accordate per decidere chi poteva vendere prodotti a marchio Apple e Beats sul sito britannico di Amazon. Molti rivenditori terzi sarebbero stati esclusi, con meno concorrenza e quindi prezzi più alti per chi acquistava iPhone, iPad, AirPods o cuffie Beats su quella piattaforma.
Il valore della richiesta è stimato tra 289 e 306 milioni di sterline, interessi compresi. La cifra finale dipenderà da un eventuale processo: la decisione di lunedì non stabilisce che Apple o Amazon abbiano violato le regole, ma solo che la causa collettiva ha basi sufficienti per essere discussa.
Perché il tribunale ha tagliato una parte
I ricorrenti volevano includere anche chi aveva comprato prodotti Apple direttamente da Apple o da altri negozi, sostenendo che l'intesa avesse alzato i prezzi in tutto il mercato. Il tribunale ha respinto questa parte: le accuse sugli acquisti su Amazon sono state giudicate plausibili e ancorate ai fatti, quelle più ampie basate su una teoria del danno troppo complessa e speculativa.
Il secondo tentativo
È la seconda volta che il caso arriva davanti al CAT. Una prima azione, guidata dalla docente di diritto dei consumatori Christine Riefa, era stata respinta a gennaio 2025: il tribunale aveva dubbi sull'indipendenza della rappresentante e sull'accordo con il finanziatore, che avrebbe potuto essere pagato prima dei consumatori. La nuova causa è stata ripresentata con Justin Le Patourel come rappresentante della classe.
Cosa dicono Apple e Amazon
Le due aziende contestano l'azione. Apple sostiene che l'accordo aveva lo scopo di ridurre la vendita di prodotti contraffatti su Amazon e si dice in forte disaccordo con le accuse. Amazon considera infondata anche la parte di causa rimasta in piedi e si dice fiduciosa di vincere.
E in Italia? Il precedente dell'AGCM
L'Italia è stato uno dei primi Paesi a intervenire. Nel novembre 2021 l'Autorità garante della concorrenza e del mercato (AGCM) aveva inflitto alle due società multe per circa 200 milioni di euro complessivi, circa 134,5 milioni ad Apple e 68,7 milioni ad Amazon. Secondo l'Antitrust, le clausole dell'intesa del 31 ottobre 2018 riservavano la vendita di prodotti Apple e Beats su Amazon.it ad Amazon e a pochi soggetti selezionati, tagliando fuori gli altri rivenditori.
Quelle sanzioni però non sono mai diventate definitive nella forma originale: il TAR Lazio le ha annullate nell'ottobre 2022. Il giudice amministrativo non è entrato nel merito dell'intesa, ma ha accolto obiezioni procedurali: l'AGCM aveva aspettato troppo prima di aprire l'istruttoria e aveva concesso termini di difesa troppo brevi.

In Spagna la storia è andata avanti in modo diverso. La CNMC ha multato Apple e Amazon per 194 milioni di euro a luglio 2023 e a febbraio 2026 ha dichiarato che le due aziende hanno continuato le condotte sanzionate fino a maggio 2025, aprendo un nuovo procedimento. Il ricorso contro la multa originale è ancora pendente davanti all'Audiencia Nacional.
Cosa cambia per chi compra prodotti Apple su Amazon.it
Nell'immediato, nulla. La causa britannica riguarda solo i consumatori del Regno Unito e gli acquisti su Amazon UK: chi ha comprato in Italia non può aderire e non ha diritto ad alcun rimborso da questa azione. Allo stesso modo, la decisione di Londra non riapre il caso italiano.
Il segnale però è chiaro: la stessa intesa è stata contestata da autorità e consumatori in più Paesi europei, e i giudici britannici ritengono credibile che abbia inciso sui prezzi. Per chi vuole confrontare, i listini ufficiali restano il punto di riferimento: nella nostra guida ai prezzi iPhone in Italia trovate tutti i modelli attuali. Sul fronte delle regole europee per le grandi piattaforme, vale la pena seguire anche il ricorso di Google contro le decisioni DMA.
Domande frequenti
I consumatori italiani possono partecipare alla class action britannica?
No. L'azione ammessa dal Competition Appeal Tribunal riguarda solo chi ha acquistato prodotti Apple o Beats sul marketplace di Amazon nel Regno Unito.
Le multe dell'AGCM ad Apple e Amazon sono state pagate?
Le sanzioni del 2021, circa 200 milioni di euro in totale, sono state annullate dal TAR Lazio nell'ottobre 2022 per vizi procedurali, non perché il giudice abbia ritenuto lecito l'accordo.
Apple ha ammesso di aver violato le regole sulla concorrenza?
No. Apple sostiene che l'accordo serviva a combattere la contraffazione e contesta la causa; anche Amazon la ritiene infondata.
Quanto vale la causa nel Regno Unito?
Secondo le stime riportate, tra 289 e 306 milioni di sterline compresi gli interessi. L'importo reale dipenderà dall'esito del processo.










