Un fotoritocco simile a Photoshop, un montaggio video, un programma di impaginazione e perfino un foglio di calcolo: tutto gratuito, senza abbonamento e con il codice sorgente pubblico. È la promessa di ArtCraft, un pacchetto di 12 applicazioni open source che in queste ore sta facendo il giro delle community di grafici e sviluppatori. Le app si scaricano dal sito ufficiale e da GitHub, funzionano su macOS, Windows e Linux e la maggior parte gira anche direttamente nel browser.

C'è però un dettaglio da chiarire subito: quasi tutto il pacchetto è in una fase molto iniziale. Chi spera di cancellare l'abbonamento Creative Cloud domani mattina resterà deluso, almeno per ora.

Quali app comprende ArtCraft?

Il sito del progetto elenca dodici "Craft Apps". Ognuna viene presentata come alternativa a uno o più programmi commerciali molto noti:

App ArtCraftFunzioneSi propone come alternativa aStato
PhotoCraftFotoritoccoAdobe Photoshop, GIMPAlpha iniziale (v0.7.0)
VectorCraftGrafica vettorialeAdobe Illustrator, CorelDRAWIn sviluppo
FilmCraftMontaggio videoAdobe Premiere Pro, DaVinci ResolveIn sviluppo
LightCraftArchivio foto e sviluppo RAWAdobe Lightroom, Capture OneIn sviluppo
PdfCraftLettura e modifica PDFAdobe AcrobatAlpha iniziale
EffectCraftMotion graphics ed effettiAdobe After EffectsIn sviluppo
DesignCraftImpaginazioneAdobe InDesign, Affinity PublisherIn sviluppo
WordCraftVideoscritturaMicrosoft Word, Google DocsIn sviluppo
GridCraftFogli di calcoloMicrosoft Excel, Google SheetsIn sviluppo
DeckCraftPresentazioniPowerPoint, KeynoteIn sviluppo
SoundCraftRegistrazione e mix audioPro Tools, Ableton LiveIn sviluppo
CADCraftDisegno tecnico (CAD)AutoCAD, SketchUpIn sviluppo

Sette app coprono quindi buona parte della Creative Cloud, tre puntano alla suite Office e due vanno oltre, verso l'audio professionale e il CAD. Accanto alle Craft Apps c'è ArtCraft Studio, il prodotto da cui il progetto è nato: uno strumento per generare e comporre immagini e video con l'intelligenza artificiale, con posa dei personaggi, scene 3D e rimozione dello sfondo.

DesignCraft, l'app di impaginazione di ArtCraft, con una rivista su più colonne
Immagine: ArtCraft

PhotoCraft: cosa sa fare oggi

L'app più matura è PhotoCraft. Sulla pagina ufficiale il team elenca 16 tipi di livelli di regolazione, oltre 70 filtri con anteprima dal vivo, stili di livello, oggetti avanzati e strumenti di selezione e rifinitura delle maschere che lavorano sul dispositivo. Sono supportate profondità colore a 8, 16 e 32 bit, gli spazi RGB, CMYK, Lab e scala di grigi, la gestione colore ICC e la prova colore a video. Il rendering usa direttamente la GPU tramite Metal, Vulkan, DirectX 12 o, nel browser, WebGPU.

Il punto che interessa di più a chi lavora con file di clienti è la compatibilità: PhotoCraft apre e salva documenti PSD e PSB a livelli. Secondo gli sviluppatori, su 135 file reali usati nei test, 134 vengono riprodotti in modo identico. È un dato dichiarato dal progetto, non una verifica indipendente.

Le piattaforme coperte sono ampie: macOS (versione universale), Windows a 64 e 32 bit e su ARM64, Linux x86_64 e ARM64, FreeBSD e la versione web in WebAssembly. Si installa con l'ArtCraft Launcher oppure con i pacchetti pubblicati su GitHub.

Lo stesso repository, però, mette le mani avanti: PhotoCraft è in alpha iniziale e "non è ancora un sostituto di Photoshop" per il lavoro professionale quotidiano. Bug, funzioni mancanti e cambiamenti al formato dei progetti vanno messi in conto.

FilmCraft, l'editor video di ArtCraft, con timeline e strumenti di correzione colore
Immagine: ArtCraft

Gratis davvero? Licenza e costi

Le Craft Apps sono pubblicate nell'organizzazione GitHub "storytold" con licenze open source permissive. PhotoCraft, ad esempio, è distribuita con doppia licenza MIT o Apache 2.0: il codice si può studiare, modificare e riutilizzare anche in progetti commerciali. Il nome e il logo ArtCraft restano invece marchi del team e non rientrano nella licenza.

Il sito insiste su un punto: niente abbonamenti, il software resta di chi lo scarica. Va distinto però il caso di ArtCraft Studio. Secondo SmartWorld, l'uso di base è gratuito, mentre le funzioni di IA generativa prevedono piani a pagamento: è logico, visto che i modelli video e immagine girano su server esterni e hanno un costo.

Chi c'è dietro e che ruolo ha avuto l'IA

Il progetto è guidato da Brandon Thomas, sviluppatore con circa quindici anni di esperienza, già ingegnere in Square ed ex amministratore delegato di Storyteller.ai, la società indicata nel kit stampa come autrice di ArtCraft. Secondo quanto riportato da SmartWorld, per scrivere le app ha fatto ampio ricorso a Claude Opus 5.5, il modello di punta di Anthropic. Il sito ufficiale non entra in questi dettagli; nei repository compare comunque un file AGENTS.md, il tipo di documento che si usa per dare istruzioni agli assistenti di programmazione.

L'approccio dichiarato è il "clean-room": le app sono costruite partendo da specifiche pubbliche e dal comportamento osservabile dei programmi, senza usare codice, shader o risorse proprietarie. Ogni repository precisa inoltre che il progetto non è affiliato né approvato da Adobe e che i nomi dei programmi commerciali servono solo a descrivere i flussi di lavoro compatibili.

Il motivo dichiarato dell'iniziativa è la frustrazione verso il modello ad abbonamento, in particolare le penali per chi disdice in anticipo un piano annuale di Adobe: una pratica che nel 2024 era già finita al centro di una causa della FTC, l'autorità statunitense per la tutela dei consumatori.

Cosa significa per chi lavora in Italia

Per fotografi, grafici freelance, studenti e piccoli studi italiani, dove il costo di Creative Cloud pesa sul bilancio annuale, ArtCraft è una novità da tenere d'occhio più che uno strumento da adottare subito. Ecco alcuni punti pratici:

  • Per provare PhotoCraft basta il browser: è il modo più semplice per capire se i propri file PSD si aprono correttamente, senza installare nulla.
  • Per il lavoro con i clienti conviene aspettare almeno una versione beta. Un formato di progetto che cambia o un'esportazione difettosa possono costare più di un mese di abbonamento.
  • Privacy: le Craft Apps funzionano in locale. Chi elabora ritratti o documenti di clienti evita di caricarli su server esterni, un vantaggio concreto quando entra in gioco il GDPR.
  • Linux: chi usa Linux, ignorato da Adobe, avrà per la prima volta un'alternativa che dichiara compatibilità con PSD e PSB.

Il precedente da ricordare è quello delle alternative già esistenti, da GIMP a LibreOffice: gratuite e valide, ma rimaste minoritarie anche per la difficoltà di gestire i formati proprietari. Il vero banco di prova di ArtCraft sarà proprio questo.

Il contesto: Adobe sotto pressione

La notizia arriva mentre Adobe spinge sull'integrazione con i grandi assistenti di IA, dopo aver portato Photoshop ed Express dentro Google Gemini e Acrobat nel plugin per Claude, e ha appena acquisito Topaz Labs per rafforzare upscaling e video. ArtCraft dimostra invece che con i nuovi modelli di programmazione anche un team piccolo può tentare di ricostruire software che in passato richiedeva anni e centinaia di sviluppatori. Se il risultato reggerà nel lavoro reale si vedrà nei prossimi mesi.

Domande frequenti

ArtCraft è davvero gratuito?

Sì, le Craft Apps come PhotoCraft o WordCraft sono gratuite e open source. Secondo SmartWorld, solo le funzioni di IA generativa di ArtCraft Studio prevedono piani a pagamento.

PhotoCraft apre i file di Photoshop?

Sì, apre e salva file PSD e PSB a livelli. Secondo gli sviluppatori, 134 file su 135 testati vengono riprodotti in modo identico.

Su quali sistemi funziona ArtCraft?

Su macOS, Windows e Linux; PhotoCraft anche su FreeBSD. La maggior parte delle app gira anche nel browser tramite WebAssembly.

Può già sostituire Adobe Creative Cloud?

No. PhotoCraft e PdfCraft sono in alpha iniziale, le altre app sono ancora in sviluppo. Gli stessi autori sconsigliano di usarle per il lavoro professionale quotidiano.